Quando arriva la richiesta “mi serve un O-Ring 30×3 in gomma” senza altre informazioni, il primo bivio operativo è sempre lo stesso: BUNA (NBR) o Viton (FKM)? La risposta dipende da tre parametri che vanno chiariti prima di toccare un catalogo: temperatura di esercizio, fluido a contatto e tipo di sollecitazione (statica o dinamica). In questa guida mettiamo a confronto i due elastomeri più richiesti dal banco ricambi italiano, con range termici reali, compatibilità chimica verificata e codici di riferimento delle marche più comuni (CORTECO, SKF, Freudenberg, Trelleborg).
BUNA / NBR: il workhorse fino a 100 °C in oli minerali
Il termine “BUNA” è un nome storico (deriva da Bu-tadiene + Na-trio) che oggi indica la gomma nitrilica NBR. È la mescola standard per la stragrande maggioranza degli O-Ring e paraoli da scaffale: bassa densità di acrilonitrile (intorno al 18-22%) per applicazioni a freddo, alta densità (33-40%) per applicazioni con oli aggressivi. Il range termico utile è -30 °C / +100 °C, con punte fino a +120 °C per brevi periodi su mescole HNBR (idrogenate).
Compatibilità chimica NBR: ottima con oli minerali (motore, idraulici HL/HLP, ATF), gasolio, benzine non aromatiche, gas non ossidanti, acqua fino a 80 °C. Pessima con: oli a base estere (skydrol), chetoni (MEK, acetone), idrocarburi aromatici (toluene, xilene), acidi forti, ozono concentrato e raggi UV diretti per periodi prolungati. Su impianti idraulici ISO HFC (acqua-glicole) il NBR funziona ma con accortezze sul percentuale di acrilonitrile.
Viton / FKM: la scelta obbligata sopra i 150 °C o con fluidi aggressivi
“Viton” è il marchio registrato di Chemours (ex-DuPont) per il fluoroelastomero FKM. Lo stesso polimero viene venduto anche come Tecnoflon (Solvay), Dai-El (Daikin) o, in versioni più economiche, come FKM generico cinese. Il range termico di esercizio è -20 °C / +200 °C (con punte a +230 °C per brevi periodi), e in continuo si lavora comodi fino a 180 °C. Sotto i -20 °C il Viton standard diventa rigido: in quel caso si passa a mescole speciali GLT o ULT (low temperature).
Compatibilità chimica FKM: eccellente con oli minerali ad alta temperatura, oli motore sintetici, carburanti (anche con biodiesel B7-B20), idrocarburi aromatici, acidi diluiti, ozono e UV. Limitato su: chetoni, ammine, vapori di ammoniaca, acqua surriscaldata sopra 120 °C (idrolisi), Skydrol e oli freni DOT 3/4 (qui serve EPDM). Su biocombustibili e benzine modernizzate con etanolo, la versione FKM-GFLT è quella corretta.
Differenza pratica sul banco: come distinguerli senza analizzatore
Il NBR ha un nero opaco, sensazione “morbida” alla pressione del dito, e quando viene compresso ritorna velocemente. Il Viton è invece tipicamente marrone-bordeaux (quando contiene cariche specifiche) oppure nero satinato, ha tatto leggermente più “scivoloso” e densità maggiore (peso specifico ~1,85 vs ~1,30 del NBR). Il test della fiamma è il più immediato: il NBR brucia con fiamma gialla e fumo nero, il Viton si autoestingue rilasciando fumi acidi (acido fluoridrico, va fatto sotto cappa). Su scaffale, i codici dei principali brand aiutano:
- CORTECO: i paraoli in NBR portano la sigla pulita (SC, TC), quelli in FKM hanno suffisso
VoFKMesplicito (es. SCV); - SKF: serie CR… senza suffisso = NBR, suffisso
V= FKM (esempio CR 35x52x7 HMSA10 V); - Freudenberg / Simrit: codice BAUM5 = NBR, BAUMSL5 = FKM (la S finale indica fluoroelastomero);
- Trelleborg Forsheda: identificazione esplicita nel codice di prodotto, con sigla NBR70 o FKM75 (numero = durezza Shore A).
Quando il NBR basta e quando il Viton è obbligatorio
Tipiche applicazioni dove il NBR è la scelta corretta e il Viton è uno spreco di soldi: paraoli per riduttori di rotopresse e mietitrebbie su oli minerali ISO VG 220, O-Ring di compressori frigoriferi R134a, guarnizioni statiche di carter motore, tenute dinamiche di pompe oleodinamiche fino a 100 °C, paraoli di motorini elettrici a 24/48 V. Quando senti dire “in officina si è sempre messo NBR e ha sempre tenuto” su queste applicazioni, è perché il NBR fa quel mestiere benissimo.
Tipiche applicazioni dove il Viton è obbligatorio e usare NBR ti porta in officina dopo 200 ore: paraoli albero motore di motori industriali a metano o GPL, tenute di pompe per circuito refrigerante glicolato sopra 130 °C, O-Ring di iniettori common rail (gasolio EN590 moderno con biodiesel), guarnizioni di valvole di scarico di motori a combustione interna ad alta efficienza, paraoli di compressori a vite con olio sintetico PAO/POE. In tutte queste l’oil seal corretto è SCV o equivalente FKM.
Casi limite: l’HNBR come compromesso e quando serve l’AFLAS
Esiste una via di mezzo: l’HNBR (nitrile idrogenato). Costa il 30-50% in più del NBR standard ma porta la resistenza termica a 150 °C, migliora la tenuta contro ozono e olio motore degradato, e regge meglio le sollecitazioni meccaniche dinamiche. È la scelta tipica per paraoli di cinghie distribuzione, tenditori, alternatori e organi mobili sottoposti a flessioni continue. Sulla mietitrebbia moderna con motori EURO Stage V, l’albero della pompa idraulica vede HNBR sempre più spesso.
Per applicazioni veramente estreme (vapore surriscaldato, ammine, sostanze chimiche aggressive in continuo), il salto giusto non è da NBR a Viton ma da NBR ad AFLAS (TFE/P) o FFKM (perfluoroelastomero). Costi 5-50 volte superiori al NBR ma in compenso resistenza chimica estesa fino a 230 °C in vapore. Esempi reali: tenute di autoclavi alimentari, O-Ring di pompe peristaltiche su impianti chimici, guarnizioni di reattori farmaceutici. Su questi temi, dimensionare l’O-Ring giusto è un lavoro di tecnico, non di catalogo.
Errore tipico al banco: sostituire NBR con Viton “per stare tranquilli”
Capita spesso che il cliente, dopo un guasto, chieda “metti il Viton così è più sicuro”. Sembra ragionevole ma non lo è: il Viton ha allungamento a rottura inferiore al NBR (intorno al 200% vs 400-600% del NBR), elasticità minore e set di compressione (compression set) leggermente peggiore in applicazioni statiche a freddo. Sostituire NBR con FKM su una tenuta dinamica a 20 °C in olio minerale significa pagare di più per avere prestazioni dinamiche peggiori. La scelta corretta è sempre il materiale dimensionato sul fluido e sulla temperatura reali, non il “materiale più nobile”.
Codici cross-brand: come riconoscere NBR e FKM da catalogo
Per dare un riferimento immediato, ecco la corrispondenza tra le sigle più comuni dei paraoli secondo gli standard ISO 6194 e le indicazioni materiali dei principali costruttori. Un paraolio CORTECO con codice “12011130B” sigla SC è in NBR standard. Lo stesso codice con la “V” nel suffisso (es. tipo SCV) è in FKM. Su SKF la regola è equivalente: HMSA10 = NBR, HMSA10 V = FKM. Su Freudenberg/Simrit, il sistema interno usa la nomenclatura BAUM (NBR) e BAUMSL (FKM) per le serie radiali.
Una buona pratica al banco è chiedere sempre, prima dell’ordine: “Su quale macchina va? Quale fluido? Che temperatura ha l’olio dopo 30 minuti di lavoro?”. Tre domande che risolvono il 95% delle scelte sbagliate tra NBR e FKM, e che evitano di rivedere il cliente in officina la settimana dopo.
Per identificare il materiale corretto su una specifica applicazione, o per consigli su cross-reference tra brand CORTECO, SKF, Freudenberg e Trelleborg, contattaci direttamente: il nostro team tecnico fornisce supporto sulla scelta materiale e sul dimensionamento delle tenute.
