Il tema che nel 2026 tiene banco tra chi progetta e acquista tenute non è una novità di prodotto, ma una questione normativa: la stretta europea sui PFAS. Poiché i fluoroelastomeri come FKM (Viton) e FEPM contengono fluoro, la proposta di restrizione in discussione a livello UE tocca da vicino il mondo dei paraoli e delle guarnizioni ad alte prestazioni. Facciamo il punto operativo su cosa cambia, cosa resta stabile e come muoversi senza farsi trovare impreparati.
Cosa sono i PFAS e perché riguardano le tenute
PFAS è l’acronimo che raggruppa migliaia di sostanze per- e poli-fluoroalchiliche. Nel settore delle tenute la connessione è diretta: i fluoroelastomeri — FKM/Viton, FFKM, FEPM/AFLAS, oltre al PTFE — devono la loro straordinaria resistenza a temperatura e agenti chimici proprio alla presenza di fluoro. Sono i materiali che permettono a un paraolio di lavorare fino a circa +200 °C o di resistere a oli aggressivi e additivi EP. La proposta di restrizione presentata a livello europeo e in valutazione presso l’ECHA punta a limitare l’immissione sul mercato di ampie categorie di PFAS: da qui l’attenzione di tutta la filiera della tenuta industriale.
Cosa cambia concretamente per chi usa FKM e Viton
Nel breve periodo, per l’utilizzatore industriale, la disponibilità di paraoli e O-Ring in FKM non è venuta meno: la restrizione è ancora in fase di valutazione e prevede, nelle bozze discusse, periodi di transizione e possibili deroghe per gli usi in cui non esistono alternative tecnicamente valide. Molte applicazioni critiche — alte temperature, oli aggressivi, tenute di sicurezza — rientrano proprio tra i casi in cui il fluoroelastomero non ha oggi un sostituto equivalente. Il messaggio operativo è quindi doppio: non c’è motivo di panico per le forniture correnti, ma è il momento giusto per mappare dove FKM è realmente indispensabile e dove invece è stato scelto per abitudine.
Dove si può tornare a NBR, HNBR o EPDM
La verità tecnica è che molti impieghi non richiedono davvero un fluoroelastomero. Su oli minerali standard e temperature entro +100/120 °C, l’NBR svolge egregiamente il lavoro. Quando serve un margine termico maggiore ma non estremo, l’HNBR arriva indicativamente a +150 °C senza fluoro. Per acqua, vapore e fluidi freni l’EPDM è già la scelta corretta e non contiene PFAS. Rivedere il capitolato distinguendo “serve FKM” da “abbiamo sempre usato FKM” è l’azione più concreta che un ufficio tecnico possa fare nel 2026: riduce l’esposizione normativa futura e spesso abbatte anche i costi.
Le alternative in sviluppo e i loro limiti
I produttori di elastomeri stanno lavorando a compound a ridotto contenuto di fluoro e a formulazioni alternative, ma è bene essere realistici: nessun materiale oggi replica integralmente la combinazione di resistenza termica e chimica dell’FKM in tutte le condizioni. Per le applicazioni più spinte — guarnizioni per il chimico, alte temperature continue, tenute a contatto con carburanti aggressivi — il fluoroelastomero resta, per ora, difficilmente sostituibile. Per questo la strada più prudente non è cercare un rimpiazzo universale, ma segmentare il parco applicazioni e affrontare caso per caso.
Cosa fare adesso: la checklist operativa
Tre mosse concrete per il 2026. Primo: censire i codici in FKM/Viton a magazzino e capire quali coprono applicazioni davvero critiche. Secondo: per gli usi non critici, valutare la conversione a NBR/HNBR/EPDM verificando compatibilità con fluido e temperatura. Terzo: parlare con il fornitore di tenute per conoscere disponibilità, scorte e roadmap dei compound alternativi. Chi arriva preparato all’eventuale entrata in vigore delle restrizioni gestisce la transizione come un normale aggiornamento di capitolato, non come un’emergenza di fornitura.
Vuoi capire quali dei tuoi paraoli o O-Ring in FKM possono passare a un materiale senza fluoro senza perdere prestazioni? Scrivici dalla pagina contatti con codici e condizioni di lavoro: ti aiutiamo a distinguere gli usi critici da quelli convertibili.
