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Materiali dei paraoli: NBR, FKM, PTFE e le differenze principali

Materiali dei paraoli: NBR, FKM, PTFE e le differenze principali

Il materiale è la prima cosa che decide se un paraolio arriva a fine stagione o cede a metà. Le quote in millimetri le trovi sul catalogo, la mescola no: quella la devi dedurre da fluido, temperatura e velocità. Qui mettiamo in fila NBR, HNBR, FKM, PTFE, EPDM e ACM con i range reali di impiego, non quelli teorici della scheda tecnica, e con i casi in cui ciascuno fallisce.

NBR: il nitrile, standard di fatto fino a 100 gradi

Il nitrile butadiene è la mescola montata di serie sulla stragrande maggioranza dei paraoli CORTECO, SKF, Freudenberg e SABO che trovi su riduttori agricoli, pompe, mozzi e cambi. Range operativo utile: da -30 °C a +100 °C, con punte tollerate a +120 °C solo per periodi brevi. Compatibile con oli minerali, grassi al litio, gasolio, acqua fredda e la maggior parte dei fluidi idraulici a base minerale.

Dove fallisce: oltre i 100 °C continui il nitrile indurisce per ossidazione, il labbro perde elasticità e compare la fessurazione circonferenziale che vedi come una serie di microcricche sulla pista di contatto. Fallisce anche con oli fortemente additivati EP, con alcuni sintetici e con i fluidi biodegradabili di nuova generazione, che lo fanno rigonfiare. Se hai cambiato olio e da lì hai iniziato a perdere, il nitrile è quasi sempre l’imputato.

HNBR: quando il nitrile non basta e il Viton è sovradimensionato

Il nitrile idrogenato è la scelta più sottovalutata del catalogo. Regge stabilmente fino a +150 °C, mantiene una buona flessibilità a freddo (-25 °C circa) e soprattutto ha una resistenza all’abrasione e al taglio nettamente superiore al NBR. È il materiale corretto sui compressori, sulle trasmissioni sotto carico continuo, sui gruppi che scaldano per attrito e in tutti i casi in cui il labbro lavora in presenza di particolato.

Caso concreto: rinvio di una rotopressa che lavora otto ore al giorno in fienagione, con polvere e residui vegetali che entrano tra parapolvere e labbro. Il NBR si consuma per abrasione in una stagione e mezza, l’HNBR arriva tranquillamente a tre. La differenza di costo sull’anello si ripaga alla prima mancata sostituzione in campo.

FKM (Viton): alte temperature e oli aggressivi, ma attenzione al freddo

Il fluoroelastomero lavora da -20 °C a +200 °C ed è chimicamente inerte verso oli sintetici, idrocarburi, solventi, carburanti e la gran parte degli additivi aggressivi. È la mescola obbligata quando la temperatura in zona labbro supera stabilmente i 120 °C: motori, riduttori ad alto carico, pompe che trattano fluidi caldi, applicazioni con velocità periferiche elevate dove il calore di attrito fa il resto.

Il limite vero del FKM non è il caldo, è il freddo. Sotto i -20 °C la mescola standard irrigidisce e il labbro perde la capacità di seguire l’albero: su una macchina che passa l’inverno all’aperto e viene avviata a -5 °C con olio denso, il primo minuto di funzionamento è quello in cui trafila. Esistono mescole FKM a bassa temperatura (fino a -35 °C circa), ma vanno richieste esplicitamente, non sono lo standard. Se la tua applicazione vede sia -25 °C sia +160 °C, il FKM standard non è la risposta: valuta PTFE.

PTFE: non è gomma, ed è per questo che funziona dove gli altri no

Il politetrafluoroetilene è un polimero rigido, non un elastomero: il labbro non ha elasticità propria e la tenuta viene garantita dalla geometria e dalla molla. Questo lo rende l’unica opzione praticabile in tre scenari precisi. Primo: funzionamento a secco o semi-secco, tipico degli avviamenti dopo lunghe soste, dove un labbro in gomma brucia in pochi secondi senza film d’olio. Secondo: alte velocità periferiche, oltre i 12-15 m/s, dove l’attrito di un labbro elastomerico genera più calore di quanto la pista riesca a smaltire. Terzo: range termici estremi, da -60 °C a +200 °C e oltre.

Il prezzo da pagare è duplice: costa sensibilmente di più e pretende una pista in condizioni migliori. Un albero con rugosità fuori specifica o con una leggera ovalizzazione manda in crisi un labbro PTFE molto prima di un NBR, che è più tollerante perché si adatta. Se scegli PTFE, la superficie dell’albero deve essere all’altezza.

EPDM e ACM: due mescole che risolvono problemi specifici

EPDM: da -40 °C a +130 °C (fino a +150 °C con vapore). Ottimo con acqua, vapore, liquidi freni a base glicole, refrigeranti e agenti atmosferici. Regola assoluta: l’EPDM non va mai a contatto con olio minerale. Rigonfia, si deforma e cede. È un errore che si vede spesso quando si prende una guarnizione “che sembra uguale” dallo scaffale sbagliato.

ACM (poliacrilico): da -20 °C a +150 °C, resistenza eccellente agli oli motore caldi e agli oli per trasmissione automatica. È la mescola classica dei paraoli albero motore e albero a camme di molte applicazioni automotive, dove il NBR non regge la temperatura e il FKM sarebbe una spesa non giustificata. Pessima resistenza all’acqua e al vapore: non usarlo dove c’è condensa persistente.

Come si sceglie in pratica: tre domande, in quest’ordine

1. Quale fluido tocca il labbro? Olio minerale, sintetico, gasolio, acqua, glicole, ATF, refrigerante. Questa risposta elimina già metà delle mescole. Acqua o vapore: EPDM. Olio minerale: NBR o HNBR. Sintetici aggressivi: FKM.

2. Che temperatura vede davvero il labbro? Non quella dichiarata dal costruttore: misura la carcassa con un termometro a infrarossi a macchina calda, dopo almeno un’ora di lavoro reale, e aggiungi 20-30 °C per l’attrito in zona contatto. Se leggi 95 °C sulla carcassa, il tuo NBR sta lavorando al limite.

3. Quanto corre l’albero? v = π x d x n / 60000, con d in mm e n in giri/min. Un albero da 50 mm a 3000 giri/min fa 7,9 m/s: siamo ancora nel campo del nitrile su pista rettificata. Lo stesso albero a 5000 giri/min fa 13 m/s, e lì il NBR non ci sta più.

Riconoscere il materiale di un paraolio già montato

Sui paraoli CORTECO, SKF e Freudenberg la mescola è quasi sempre stampigliata sul corpo insieme alle quote: cerca le sigle NBR, HNBR, FPM/FKM, ACM, VMQ. Se la stampigliatura è illeggibile, il colore è un indizio ma non una prova: il nitrile è tipicamente nero, il FKM spesso marrone o verde a seconda del costruttore, il silicone rosso mattone. Non fidarti mai del solo colore per un ordine: i produttori usano pigmentazioni diverse e l’errore di mescola si paga con un secondo smontaggio.

Il metodo affidabile resta partire dal codice originale della macchina o dalle tre quote più le condizioni di esercizio, e farsi indicare l’equivalente corretto. Un 40x62x8 esiste in NBR, in HNBR e in FKM: è lo stesso ingombro, ma sono tre componenti diversi con tre vite utili diverse.

Non sei sicuro della mescola giusta per il tuo gruppo? Scrivici in Contatti indicando fluido, temperatura di esercizio e giri albero: ti confermiamo il materiale corretto e il codice CORTECO o SKF corrispondente.

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